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Eventi di Pasqua nel comprensorio teramano: processioni e tradizioni
17 aprile 2019

La Settimana Santa è l’occasione per scoprire tutti i riti antichi che si svolgono nel comprensorio teramano: una serie di tradizioni tramandate nei secoli dalle Confraternite, molto diffuse sul territorio abruzzese, che ancora oggi coinvolgono per il loro fascino legato alle credenze popolari.


• TERAMO

Nella città di Teramo la Settimana Santa culmina con le due Processioni del Venerdì Santo, quest'anno il 19 aprile 2019 lungo le vie del Centro Storico, precedute dalla visita ai Sepolcri nella serata del Giovedì Santo.

La processione penitenziale della Madonna Addolorata, conosciuta come Processione della Madonna "Desolata", è un rito antico, unico nel suo genere, riconosciuto come una delle prime rappresentazioni sacre di tutto l’Abruzzo.
Il rito ha origini medievali, infatti risale al XIII secolo, per volere della Confraternita della Madonna della Cintola (oggi Arciconfraternita dei Cinturati). Nel 1260 la processione si svolgeva nella Chiesa di San Giacomo, oggi scomparsa, ma alla fine del secolo si trasferì nella vicina chiesa di Sant'Agostino, dove ancora oggi ha sede. Durante questo spostamento, indicativamente nel 1290, nacque la Processione della Desolata.
Alle tre del mattino le campane sono ancora “legate”, in città iniziano a girare alcune persone che suonano le “troccole” per avvisare l’imminente Processione, detta anche “antelucana” perché parte alle quattro di mattina. Quest'anno la processione ha inizio presso la Cattedrale di San Berardo, in Piazza Martiri.
Il nome Madonna “Desolata” deriva dalla rappresentazione del doloroso cammino di Maria alla ricerca del figlio Gesù condannato a morte: un gruppo di donne velate di nero, vestite a lutto, intonano i canti sacri della Passione teramani mentre un altro gruppo di donne porta a spalla la statua lignea della Madonna, scortate dagli uomini della Confraternita; i canti, i lamenti e la luce di fiaccole e candele portate dai fedeli, accompagnano la “Desolata” lungo il centro storico della città per oltre sei chilometri. La Processione fa tappa in sette chiese, giunge al Convento di Madonna delle Grazie, torna nella Cattedrale di San Berardo in cui fa sosta, e rientra a Sant’Agostino alle prime luci del giorno. Queste tappe sono il simbolo dei sette dolori di Maria e del suo disperato peregrinare.

Nel pomeriggio del Venerdì Santo, alle 18.30, dalla Chiesa dell’Annunziata, parte la tradizionale Processione del Cristo Morto, anch’essa di origine medievale, nata dalla Confraternita della Santissima Annunziata e del Suffragio: il Cristo è adagiato su di un carro portato a spalla da macellai teramani, mentre le donne reggono il pizzo a strascico dalla statua. Il carro è seguito dalla Vergine e da bambine con un fazzoletto in mano ed una spadina sul petto, a simboleggiare Maria. Il Vescovo benedice la comunità in Piazza Martiri, prima che la statua rientri all’Annunziata.



• GIULIANOVA

A Giulianova, la Parrocchia arcipretale di San Flaviano organizza la Processione col Cristo Morto, nata dalla fondazione della città per mano dell’Arciconfraternita della Madonna della Misericordia (scioltasi nel 1907) in cui l’Addolorata ed il Cristo, in un fastoso baldacchino, percorrono le vie della città alta. Il 19 aprile 2019, la processione parte alle 19.15 dal Duomo di San Flaviano.

Quest’anno nel periodo di Pasqua cade anche la Festa della Madonna dello Splendore, come ogni anno il 22 Aprile; è una Processione solenne in ricordo dell’apparizione avvenuta tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, che percorre il centro storico e fa sosta al belvedere per la celebrazione eucaristica. La festa dura circa una settimana, tra la fiera e gli spettacoli pirotecnici si alternano gruppi di bande e concerti; fino a qualche anno fa si teneva anche una corsa dei cavalli. Alla fine dei festeggiamenti la Madonna dello Splendore fa ritorno al suo Santuario, accompagnata da una processione notturna.

Per maggiorni informazioni sull'evento: Festa della Madonna dello Splendore

A Giulianova è inoltre possibile percorrere la Via Crucis lungo il sentiero monumentale che collega il Santuario della Madonna dello Splendore al mare, denominato via Bertolino, e ricoperto di Travertino e porfido. Dodici stazioni sistemate in ampie piazzole, da cui pregare all’ombra delle statue di bronzo di Ubaldo Ferretti, allievo di Pericle Fazzini. Un percorso panoramico e suggestivo custodito dai Padri Cappuccini e realizzato con le offerte dei fedeli e dell’amministrazione pubblica.


• COLLEDARA

A Ornano Grande di Colledara, la sera di Pasqua si assiste alla rappresentazione vivente della Passione di Cristo. È un evento che coinvolge l’intera comunità locale durante i mesi di preparazione, a cui partecipano quaranta attori e figuranti. La Passio Christi è nota per essere una suggestiva e toccante rappresentazione che in circa due ore narra le ultime vicende della vita terrena di Gesù: l’arrivo a Gerusalemme, l’Ultima Cena, il tradimento di Giuda nell’Orto degli Ulivi, la condanna di Ponzio Pilato, il calvario, la crocifissione e la resurrezione.


• CAMPLI

A Campli, città farnese, la Processione del Venerdì Santo è una tradizione religiosa antica tramandata per secoli dalle Confraternite. La comunità partecipa con grande devozione all’uscita della statua della Madonna Addolorata dalla Chiesa di San Paolo, che fino al XVIII secolo era dedicata alla Vergine Maria dei Sette Dolori; infatti la Madonna ha la spada nel cuore, simbolo dei sette dolori, che nella tradizione giudaica è il numero sacro della pienezza. Durante la Processione la Madonna incontra il Cristo Morto nella piazza principale; in questa occasione i fedeli osservano l’usanza del rito penitenziale della Scala Santa.

Per maggiorni informazioni sull'evento: Processione del Venerdì Santo a Campli





• MOSCIANO

La Processione del Venerdì Santo a Mosciano Sant'Angelo ha origini ottocentesche, e partiva dalla Chiesa dell’Annunziata, fondata nel 1600, con le statue della Vergine e del Cristo Morto.
La Processione pomeridiana percorre le vie del centro accompagnata dalla banda musicale. Il corteo si compone di molti personaggi impersonati da abitanti del luogo con stupendi costumi: fanno capofila la Croce e San Michele Arcangelo, protettore di Mosciano Sant’Angelo, seguiti da bambini vestiti da angeli con in mano i simboli della Passione (spine, catene, bacile, canna, funi, lancia, spugna, spada) e dal Cristo Morto, seguiti a loro volta dal priore della confraternita dell'Addolorata, e la Veronica che canta con voce melodiosa; poi c’è il gruppo delle Gerosolime vestite di bianco, con i "Sette dolori" e le Serafine che portano su dei cuscini i simboli del dolore: la spada, il cuore, la corona ed il manto nero. Seguono, infine, le tre Marie e la statua della Madonna accompagnata dai confratelli del l'Addolorata e dai fedeli.
La stessa sera la processione ripercorre le strade del centro illuminate da fiaccole e lumini.


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