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Gran Sasso Laga ICH: esperienze da vivere alla scoperta del grande patrimonio immateriale dell’area protetta insieme ai custodi dei saperi locali
26 novembre 2018

Produzioni alimentari ed elaborazioni enogastronomiche, pratiche sociali ed eventi rituali, espressioni della cultura orale e conoscenze relative alla natura e al paesaggio sono avvicinati e vissuti assieme ai diretti portatori, agli abitanti e alle comunità grazie al progetto.

Valorizzare, promuovere e tutelare il grande patrimonio immateriale di cultura e tradizioni dell’area del Gran Sasso e dei Monti della Laga, facendo vivere al turista delle esperienze a diretto contatto con i custodi dei saperi locali. Questo l’obiettivo di Gran Sasso Laga ICH (Intangible Cultural Heritage), il progetto nato dal partenariato tra studiosi del patrimonio culturale abruzzese e progettisti per lo sviluppo locale, che coinvolge 8 Comuni montani del comprensorio ricadenti nell’area del cratere sismico 2009: Castelli, Colledara, Fano Adriano, Montorio al Vomano, Penna Sant’Andrea, Pietracamela, Tossicia e Arsita.

Finanziato dal Programma di Sviluppo Restart dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE), il progetto “Gran Sasso-Laga ICH” si pone l’obiettivo di creare un inventario del patrimonio culturale immateriale, di consolidarne la trasmissione fra le generazioni e promuovere itinerari culturali originali per supportare l’incremento dell’attrattività turistica dei comuni coinvolti. 

Il progetto, destinato a essere implementato, ha finora visto l’inserimento nel portale www.gransassolagaich.it di 24 beni immateriali, otto eventi legati alla valorizzazione degli stessi beni da parte delle comunità e otto esperienze da vivere con i depositari dei saperi locali: dai canti alla preparazione di particolari alimenti, dalla condivisione di tradizioni rituali alle conoscenze relative ai cicli produttivi del territorio, ereditati dal passato e oggi in possesso di un numero sempre più ristretto di persone.

Il patrimonio culturale dell’area è oggi, infatti, fortemente a rischio a causa dello spopolamento delle aree interne e della perdita della memoria individuale e collettiva, accelerata dalle conseguenze socioculturali ed economiche provocate dagli eventi sismici. “Gran Sasso Laga ICH”, nello spirito delle convenzioni UNESCO, promuove il valore e il potenziale di un’eredità culturale usata saggiamente come risorsa per lo sviluppo sostenibile e per la qualità della vita: è questo patrimonio, infatti, che può risanare il tessuto di territori feriti e costituire un’eccellenza per antonomasia da cui ripartire, insieme ai beni monumentali e materiali che consacrano l’altra faccia del patrimonio culturale, l’ambito del tangibile.

L’obiettivo è arrivare all’elaborazione di un Protocollo del Turismo sostenibile, basato sulla reale conoscenza dei beni immateriali e sullo spirito di accoglienza degli attori locali, sulla volontà di condividere esperienze con il visitatore, su una migliore consapevolezza delle dinamiche di costruzione dell’attività turistica nei territori dell’entroterra.

Dopo le esperienze già promosse nel corso dell’estate a Pietracamela con il laboratorio di tintura naturale della lana, a Cerqueto con il laboratorio d’arte casearia sul pecorino e a Fano Adriano con l’esplorazione delle coltivazioni di montagna “Il cuore dell’Orto”, vengono proposte sempre nuove esperienze conoscitive dirette, costruire con gli abitanti del luogo. Arti e artigianato,.

La prossima esperienza proposta dal progetto sarà il 12 e 13 gennaio 2019 a Penna Sant’Andrea con il percorso “Per le case e le campagne”, itinerario di canto domestico dedicato al culto di Sant’Antonio Abate.  Questo il suggestivo tema: all’imbrunire, nelle scure giornate invernali di gennaio, un gruppo di suonatori e cantori, strumenti in una mano, bicchieri di vino nell’altra, guidati da una figura vestita con un logoro saio e un cesto da questuante, inizia il suo lungo giro rituale per le case, saturando con suoni e canti le cucine delle abitazioni di campagna. É la squadra de “Li Sandandonijrë”, che celebra la ricorrenza di Sant’Antonio Abate portando la benedizione musicale alle famiglie e ai beni alimentari prodotti dai contadini durante la stagione fredda: le salsicce e le lonze, i prosciutti e gli altri derivati dalla lavorazione delle carni di maiale, ricevuti in dono assieme a formaggi e biscotti durante le loro visite augurali. In questa proposta i partecipanti potranno percorrere con i suonatori gli itinerari di questua, osservando da vicino una tradizione musicale e rituale che si svolge ogni anno in una dimensione domestica e privata, di difficile accesso. Sarà così possibile unirsi al gruppo e, al termine della serata, i sopravvissuti potranno tornare comodamente a casa a piedi o risiedere nelle confortevoli strutture ricettive del territorio. Gli itinerari avranno carattere totalmente estemporaneo, per cui è del tutto inutile chiedere da quale casa si parta e, soprattutto, dove si vada a finire…

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