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L'Ex Convento degli Zoccolanti a Montorio al Vomano
28 aprile 2023

Il Convento, settecentesco, situato nel cuore di Montorio al Vomano, sulla riva sinistra del fiume Vomano, fu adattato ed ampliato su un’esistente costruzione privata per ospitare il convento dei Frati Minori Osservanti (detti “Zoccolanti”) quando questi furono costretti a lasciare il loro originario convento situato sulla sommità del colle che sovrasta Montorio.

La facciata esterna è semplice e spoglia, proprio come la vita che si svolgeva all'interno; interno composto da una navata unica, arricchito da un organo ligneo dipinto e da cinque altari lapidei con decori e stucchi in stile rococò.

Di grande interesse sono i due affreschi dell'altare principale, uno raffigurante il Papa che concede la bolla di riconoscimento dell'Ordine di San Francesco, l'altra raffigurante l'estasi del Santo.

Una visita al complesso conventuale costituisce una gradita sorpresa, soprattutto per gli affreschi del chiostro, al cui interno vi è un pozzo, e per il riposante, mistico senso di raccoglimento che si può avere, pur a pochi passi dal traffico della cittadina.

Con il passare degli anni, il complesso ha subito numerose trasformazioni edilizie e cambi di destinazione d’uso. In passato venne anche utilizzato come carcere mandamentale; divenne poi per alcuni anni, sede scolastica delle scuole medie inferiori con ulteriori adattamenti. Oggi purtroppo è aperto al pubblico solo in caso di eventi. 

PERCHÉ IL CONVENTO È CHIAMATO DEGLI "ZOCCOLANTI"?

Così chiamato dai montoriesi per l'usanza dei Frati di camminare con delle scarpe molto rumorose: i Frati infatti, erano soliti indossare gli zoccoli in legno, che provocavano ad ogni passo il rintoccante "ciac-ciac" durante ogni processione! Usanza che ha reso l'identificazione della nota chiesa montoriese.

Il complesso ad oggi è stato completamente recuperato attraverso una serie di opere di riqualificazione e restauro, dando spazio ad un Museo di arti, cultura e tradizioni popolari, aperto però al pubblico solo in caso di eventi culturali. 

A cura di Ilaria Riccioni

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