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Bosco Martese, tra storia e natura. Un'escursione tra i luoghi della memoria e il sentiero della Resistenza
10 aprile 2023

Se oggi godiamo di una libertà che ci permette di esprimere i nostri pensieri ovunque e di manifestare la nostra libertà sotto tutte le sue sfaccettature è grazie a uomini impavidi che sia prima e sia durante la seconda guerra mondiale non hanno avuto timore di rischiare di perdere la propria vita per raggiungere il sogno di una patria libera. In Italia, ogni regione, città, borgo luogo montanto e di mare, hanno avuto uomini che si sono sacrificati in nome della “Libertà”.

Oggi ci sono liberi escursionisti, professionisti e associazioni che possono inoltrarsi lungo il “Sentiero della Resistenza”, che è stato inaugurato il 25 settembre del 2020, a cura del Parco del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Dalla località Il Ceppo, nel comune di Rocca Santa Maria, si può percorrere un sentiero immerso nella natura, dove già da tanti anni i volontari del WWF organizzavano i “Campi avventura” per i ragazzi al fine di educare le future generazioni al rispetto per l’ambiente.

Foto: sentieroitalia.cai.it

Le ragioni per cui oggi si è sviluppato questo sentiero e le motivazioni per cui il 25 Aprile ci sono diverse commemorazioni nella nostra provincia vanno ricercate nella storia della Resistenza teramana.

All’indomani dell’8 Settembre del 1943 e nei giorni immediatamente successivi si concentrarono sul massiccio di Bosco Martese 1600 uomini, come ci racconta Roberto Battaglia nel libro di storia da lui scritto, di cui 320 fuoriusciti dall'esercito, 100 prigionieri e 1200 giovani teramani, accorsero per difendere i cittadini dall' attacco dei tedeschi, che di li a poco sarebbero arrivati e avrebbero cercato di occupare il territorio. I tedeschi arrivarono il 25 Settembre e in quella data Bosco Martese fu teatro della prima battaglia in campo aperto della Resistenza italiana.

Piace anche ricordare che  il nome di Bosco Martese, derivi da un tempio dedicato a Marte dio della guerra, ma anche protettore dei boschi e dei giardini in tempo di pace. E ciò, forse rappresentava il presagio, che la prima battaglia in campo aperto iniziasse proprio la dove il lupi si allontavano per lasciare spazio alla forza cruenta del Dio Marte. I tedeschi non si aspettavano che quella prima battaglia potesse dare  il via a una feroce guerra di Liberazione, che in quel luogo durò 9 mesi. E ciò era il segnale che era possibile ribellarsi ai sistemi totalitari di quel periodo storico.

Un delle figure che si sono maggiormente distinte durante la Resistenza teramana è quella di Mario Capuani, un medico che per le sue idee era stato sottoposto alla vigilianza fascista e che fù trucidato la notte del 27 Settembre, dopo essere stato catturato dai tedeschi, per non aver fornito il nome dei suoi compagni.


"A Mario Capuani, alla Resistenza"

Non fuggire dal mio petto

vento della fine di settembre

tu segnasti di dolore

la vita di bambino

che ancora mi rideva

con i sogni


C'era nel sapore

che spandevi

l'amaro senso 

del guscio delle noci

aperte dai ragazzi

più piccini con la forza

della selce mentre 

l'umore ancor verde

della buccia s'attaccava

 sulla punta delle dita


Poi quei gridi 

appena ripetuti

dall'eco della valle 

ghiacciati dal rafficare

di mitraglie e il profumo

delle mele nelle ceste

il tripudio delle feste

di stagione si colmava

col sangue degli uccisi


Come batteva il cuore 

di terrore e nessuno

mi diceva non temere

non fucilano i bambini

non accendono i pagliai

non radono le case

in rappresaglia adesso

le decimazioni son finite


Io di più l'amavo

il dolce Bosco del Martese

volevo nella sera

di mestizia che un uomo

sorgesse in ogni faggio

per vendicare quelle vite

troncate inermi trovate

per la strada


Lassù poi t'immolasti o Capuani

ti sognavamo noi bambini

sul destriero avventarti

con la spada ti vedevamo

con le chiome al vento

come un cavaliere che mai

muore che mantiene sempre

la fede nelle idee invece....

invece ti spensero col ferro

nella fossa già scavata 

e intorno la neve ricoprì

l'intera fede il tuo coraggio


Forse non cadesti tuo padre

ancora attese come

fossi uscito per tornare

poi seppe tutto in primavera

quando nel tuo giardino

a Torricella s'avvicendavano

le rose


Antico vento di quella

fine di settembre

vorrei adesso far stringere

con mano l'orrore

degli eventi la leggerezza

che legava il filo

della vita lo scopo

d'una lotta d'una fede


Vorrei comunicare

tutto quanto

della storia del sangue

del Martese spiegare

veramente il senso immenso

della mia della vostra libertà

(Di Domenico Referza, 25 Aprile 1975 - tratta dal libro : "La Resistenza nel teramano" - Casa della cultura "Carlo Levi" Teramo.)


A cura di Fabiola Carusi

foto dal sito: www.smbr.it

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