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I borghi vista mare del comprensorio: visita a Montepagano
10 aprile 2023

Questo borgo, con la sua porta che si affaccia sul mare, è il paese da cui nasce e si sviluppa la più nota località balneare Roseto degli Abruzzi.

Nei secoli passati, a causa delle incursioni saracene, le coste erano totalmente disabitate. Solo ogni tanto vi erano delle torri di avvistamento saracene che avevano funzione difensiva, mentre i primi insediamenti abitativi si trovavano sulle colline.

Quando Montepagano si trovò ad essere sotto il Regno di Napoli, Cesare Bonaparte, decise di ampliare il territorio attraverso una riforma amministrativa del 24 Gennaio 1807. Nel corso del 1800, con la bonifica della costa e il graduale trasferimento delle famiglie sulla costa, dovuto anche alla costruzione della ferrovia,  il paese perse la sua importanza e divenne una frazione del comune di Roseto degli Abruzzi.

La peculiarità di questo borgo è che ha tre porte: Porta da sole, Porta da Borea e Porta da Piedi.

- Porta da sole, è la porta che con la sua meravigliosa vista mare fornisce agli occhi di chi la attraversa un paesaggio che resta dipinto nell’anima. Essa è in laterizio ed ad arco tutto sesto con un piccola terrazza che si affaccia sul mare

- Porta da Borea, si trova nella parte centrale del paese e in passato essa era la porta di ingresso al paese, per cui, chiunque entrava doveva pagare il dazio. Essa è in laterizio e pietre e ha un doppio arco.

- Porta da Piedi, anch’essa in laterizio e con arco a tutto sesto, situata ad oriente e si affaccia sulla cittàdina di Roseto

 Foto : www.eccellenzedabruzzo.it - Montepagano / www.visitroseto.it - Porta da sole - Porta da Borea -

Le chiese

Nei secoli passati 28 erano le chiese che hanno popolato il borgo e attualmente ne restano quattro: la chiesa di Santa Maria della Misericordia, la chiesa di San Liberatore, chiesa di Sant’Antimo, Chiesa di San Rocco

- La chiesa di Sant’Antimo con il suo grande campanile, caratterizza la città e si trova ala centro del borgo. Essa fù costruita a metà del 1400 e attualmente restano pochi resti intorno al campanile, che invece resta intatto. Con i rintocchi della campane, che erano all’interno della torre, durante tutto il periodo in cui le popolazioni subivano le incursioni da parte dei saraceni, si avvisavano le popolazioni locali dell’arrivo del nemico, proveniente dal mare.

- La Santa Maria della Misericordia risale alla fine del 1500 e fu costruita a seguito di un evento miracoloso, in cui l’immagine della Madonna iniziò a piangere. Ciò che richiama l’attenzione in questa chiesa è sicuramente la sua cupola, che è la più grande nella provincia di Teramo.

- La chiesa di San Liberatore, situata fuori dal centro cittadino, è quella di più recente costruzione e potrebbe risalire, secondo quanto è scritto su di un mattone esterno alla chiesa, al 1713. La sua architettura esterna sicuramente molto lineare e sobria.

- La chiesa di San Rocco, è un po' al di fuori del centro storico, esattamente infondo alla via dedicata a San Rocco. Nel 1527, in quel luogo vi era un edicola votiva dove i fedeli chiedevano la protezione dalla peste. Solo nel 1915 vi fù costruita una piccola chiesetta, la cui costruzione è molto semplice e lineare. I mattoni sono in laterizio, il portone è di legno e vi sono due finestre lateralmente al portone.

Foto : paesiteramani.it - Campanile di Sant'Antimo - Chiesa di Santa Maria delle Misericordia - Chiesa di San Rocco / zaubee.com - Chiesa di San Liberatore

Feste e tradizioni

Ogni anno, in questo piccolo borgo, si svolge la più antica Mostra dei vini in Abruzzo tra l'ultima settimana di luglio e la prima di agosto, che anima le vie del paese rendondolo ancora più accogliente.

La Rievocazione della Trebbiatura con tutti i macchinari ricostruiti in scala da artigiani locali, con un corteo e attori che raccontano la realtà storica del 1600 appartenente al mondo contadino

Il Montepagano Jazz Festival, da sempre il jazz è stato il protagonista delle serate musicali a Montepagano e Roseto degli Abruzzi, ciò grazie a un gruppo di musicisti e jazzisti di fama nazionale che vivono in questi due paesi, per cui è proprio grazie a loro che è nato questo festival che ogni anno ospita artisti di fama nazionale.

 

 A cura di Fabiola Carusi

 

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